sabato 19 aprile 2008

Turkisch


Sei caro, prezioso. Un piccolo pezzo di mondo buono nel collage delle mie ore.

Sotto la tua pelle restano i frammenti di strade polverose e fondi di caffè.

Il tuo accento parla del sole che secca le labbra e del vento che scolpisce la pietra.

E il colore dei tuoi occhi è deniz, il mare.

Con te, sento il bene e l'affetto che porta la mia testa sulla tua spalla, il mio braccio sotto il tuo.

Piccolo uomo sorridente, ti voglio bene.

giovedì 17 aprile 2008

Rebirth

You lick my love-bud
like a mother cat licks her kitten.
I want to bear another baby, I think,
to expel from my depths
to suck on my nipples
but as long as there’s you
it doesn’t matter.
I take your hard rod
you fill me
and I rock you like a baby
a dance
rock you gently
to show you’re welcome
to show I’m glad
to show I want it
so you will feed me
fill me to the brim.
I rock to soothe and ease you on
till you expel from your depths
your fuel
your love-slime
your seeds
little fishes
your creation.
You thrust it in me
jerk and twitch
and I suck it
ininhale it
jolt it back and forth
send it through my veins
like electroshock
like eating fruit
from the tree of knowledge
or the bread of heaven
like drinking from the cup of salvation
or the waters of the fountain of youth
like achieving nirvana.
©Hillary Keel

martedì 15 aprile 2008

Viva (la mia) Italia...


Dopo il messaggio di Paolo ieri sera che mi comunicava la disfatta, e una notte popolata di incubi in cui il nano di merda aveva stravinto anche in EmiliaRomagna, questa mattina accendo la radio e le news in tedesco sono affollate dal suono disgustoso di "Berluskonni-Berluskonni-Berluskonni....". Ho strisciato mesta al lavoro, per essere accolta dallo sguardo compassionevole della segretaria che ha commentato "it's unbelievable...".
Adesso, sola in ufficio, ripasso i dati ufficiali sul web e penso che la - magra - consolazione che mi resta e' di non essere fisicamente nel paese che amo tanto e che allo stesso tempo mi fa tanto soffrire. Non che questo cambi lo sconforto emotivo-intellettuale-politico che mi(ci) affligge, pero' non vedere quelle facce, non dover sentire quelle voci, non essere costantemente bombardata dalle cazzate che fanno e dicono, aiuta parecchio.
E - ancora piu' importante - trovarsi nella salubre quotidianita' di un paese civile permette di immaginare per se stessi e per la propria (futura) famiglia un avvenire positivo, consente di fare progetti credibili, di sentire di avere delle chances come individuo e come membro di una collettivita' degna di rispetto. Questi sono sentimenti di cui l'Italia purtroppo mi priva, anzi, sentimenti che forse ho conosciuto e apprezzato solo quando ho avuto la possibilita' di vivere all'estero. E' triste, ma e' anche una grande fortuna.
Buona giornata all'Italia, malgrado tutto, e a tutti i pezzi di cuore che sono la', e che vorrei avere qui con me.

domenica 6 aprile 2008

Sunday mantra

But- surprisingly enough- there might be even better things to do than sipping coffee...