lunedì 9 febbraio 2009

lettera da un'altra vita


com'è strano venire a sapere del periodo difficile che stai vivendo da altre persone. com'è strano sapere che il sostegno e l'amore di cui hai bisogno per superare queste difficoltà non sono più i miei. c'è qualcosa di così innaturale in tutto questo, dopo tanta vita condivisa insieme.
ancora mi sembra così irreale... dormire accanto ad un altro uomo, ascoltarne il respiro nella notte, dopo l'amore, e sentire una lacrima che scende sul mio viso perchè penso a te, al tuo respiro che conosco tanto bene, che tante notti della mia vita ho ascoltato.
non so che cosa farne ora, di tutto l'amore che ho accumulato - pezzetto su pezzetto - per te, nell'arco di dieci anni. rimane lì, chiuso in qualche soffitta del mio cuore, la polvere un po' alla volta lo nasconderà, fino a quando sembrerà un cimelio di una vita passata.
spero che tu stia bene, che le cose migliorino per te, che tu sia felice. per quello che contano queste parole, che ti arrivano come un eco lontano, da altri luoghi, da un'altra vita, quella che un tempo fu la nostra.

martedì 13 gennaio 2009

Arm in arm



we walked tonight, flowing light through the dark,
our feet fast on the white.
You showed me your tongue, I recalled a song
and everything was all.
7 cents for a word, that we'll never pronounce
that's the deal we agreed
at every beginning at a each new end.
I do not know what is in you that opens and close
nothing, not even the rain, has so small hands.

giovedì 1 gennaio 2009

domenica 16 novembre 2008

Senza


Emozionarsi per una telefonata inattesa. Scegliere il vestito nero, quello che ti sta bene e ti fa i fianchi belli. Camminare attraverso l'aria frizzante della notte, spinta dalle attese che si articolano tra i pensieri, come erbe tra i fiori. Arrivare, vederlo, sentire l'emozione calda dei suoi occhi, arrossire. Poi - le erbe appassiscono sotto il vento dell'autunno. Avevi frainteso, piccola stupida, lì non c'è nulla per te.
Allora, perdersi tra l'umanità e il sudore di chi balla, muovere il corpo per scrollarti di dosso la tristezza. Gridare con gli amici che ti tengono per mano, bere dal bicchiere per nascondere l'amarezza. Cercare la felicità in qualcosa che non te la darà mai, sapendo di fare la cosa sbagliata. Infatti, rimani dura e ferita, solo più capace di nasconderlo.
E attaccarsi all'abbraccio dello sconosciuto che si propone, con labbra avide ma disinteressate. Sperare che quei baci ti instillino quella gioia che altre volte avevi provato, accorgersi che non è così.

Ora, nel pomeriggio piovoso della domenica di riposo, perdersi ancora una volta nel museo triste dei ricordi. Il sedile della moto che ti faceva viaggiare tra il sole e i rami intrecciati. L'odore della sua pelle al risveglio, -un misto di miele e sale. I rumori che ti facevano sapere che lui era in casa accanto a te - il passo inconfondibile, lo schiarire della voce.
Accarezzare quello che è stato e vorresti che ancora fosse. Accorgerti della profondità del dolore. Deglutire il male che hai nel petto. E sperare di stare meglio, solo un po' meglio, domani.

lunedì 3 novembre 2008

Mi ricordo (2)


Mi ricordo il primo pasto che mi preparasti. Un invito a cena, dopo pochi giorni che ci frequentavamo. Tu che cucini poco per te, che dopo un piatto di pasta e un'insalata hai finito i tuoi assi nella manica.
E' stato il primo pasto e anche il migliore. Penne con cipolla, rucola e speck. E dopo, scaloppine ai funghi. Chiedesti a tua madre. Ti avrà suggerito lei il menù, abbastanza abbordabile da un cuoco incerto, abbastanza elaborato da indurre a pensare che ti piacevo davvero.
Ti vedo ancora, in piedi davanti al fornello, eccitato per la tua prova di bravura, concentrato nei gesti che ti erano stati impartiti poche ore prima dalla mamma.
Era tutto buono. Era così dolce e morbido, anche se fosse stata cartapesta, che non ebbi scampo.
(Agosto 2004)

Mi ricordo (1)


Mi ricordo una sera d'inverno a Rimini. In realtà ce ne sono state più d'una.
L'aria fredda e bagnata, il vuoto e il buio, la stanchezza del corpo. La tua presenza, la tua umanità calda che faceva evaporare il freddo. La Y10 veloce.
Mi sentivo a mio agio con te come se fossimo nati insieme, desideravo che la notte non finisse mai. Parlare o stare in silenzio, tutto era naturale. La musica dall'autoradio, mi facevano sognare le canzoni che amavo.
Amo la Romagna attraverso te, come se fosse la confezione con cui il destino ti ha regalato. La Romagna d'inverno mi fa pensare a te, il mare grigio e calmo, l'aria frizzante e poi all'improvviso il profumo del pane appena cotto che mi riempie.
(Agosto 2004)

lunedì 20 ottobre 2008

I am thru with [your] love


I'm through with love
I'll never fall again
Said adieu to love
Don't ever call again
For I must have you... or no one
And so I'm thru with love

I've locked my heart
I'll keep my feelings there
I have stocked my heart
With icy, Frigid air
For I need to care for no one
Because I'm thru with love

Why did you lead me
To think that you cared
You didn't need me
For you had your share
Of slaves around you
To hound you and swear
Their deep devotion
Emotion to you...

Goodbye to spring
And all it meant to me
It could never bring
The thing that used to be
For I must have you... or no one
And so I'm thru with love

sabato 4 ottobre 2008

Benvenuta


Non sei condivisa, non sei un compromesso.
Non sei in prestito, non sei regalata.
Sei vuota e già piena dei sogni e dei progetti di una vita.
Sei grande e minuscola, bianco e legno e luce e alberi.
Sei seduta comoda in una particella di mondo, l'acqua verde di un canale ti lambisce.
Hai un nome, il più comune, ma pronunciato con la mia voce.
Sei mia, sei la prima, e sei la benvenuta nella mia vita.

sabato 16 agosto 2008

Famiglia


Guardavo la sue mani mentre intrecciavano i fili che avrebbero dato vita al mio TV, seduto sul pavimento poco pulito. Pensavo che quello era un dolce atto d'amore per me, membro della sua famiglia elettiva. Poche ore prima, controllava il calore del forno che cuoceva il nostro pranzo casalingo. E' mio fratello. A volte mio padre.

Lei ha osservato le mie lacrime scivolare sul panino che tenevo in mano, sedute su una panchina della città in una notte primaverile. Ha accolto il mio respiro che portava con sè ricordi velenosi, mi ha stretta nel suo abbraccio e non mi ha più lasciata. Questa è mia sorella, ed è stata mia figlia.

Ieri sera non ci siamo incontrati, scambio di messaggi e chiamate perse, contrattempi sovrapposti. Mi ha chiamata oggi solo per sentire la mia voce, e farmi sentire la sua, come sempre morbida e generosa. Domani voglio cucinare per lui, perchè è mio fratello e lo amo.

Venerdì partiamo insieme, lei al volante, io al suo fianco. Posso dirle tutto, anche quando mi ferisce. E basta un messaggio di tre parole per sentire la sua voce che mi chiede "che succede?". Berremo vino e guarderemo il cielo pieno delle nostre idee. E' la mia famiglia.

giovedì 14 agosto 2008

A volte

l'Arena Puccini
il negozio di dolciumi davanti al Sacro Cuore
il Lidl
la fermata del 27
la tapparella della mia camera
la terrazza della nonna
Raitre
il pavimento di marmo
dare il "tiro"
la pubblicità della Coop nella buchetta
l'Intercity Bologna-Firenze
via dell'Oriuolo
il 7
i tetti pieni di antenne
il Minganti
Feltrinelli
il sedile posteriore della Vespa....
....

A volte... Questa sera è una di quelle.

martedì 29 luglio 2008

Les amantes


Will a day come when I will not belong to you anymore?
Will my hair forget about the tenderness of your touch, my nose lose the memory of your essence, my eyes cease to detect you amongst strangers in the crowd?
That night. That moment. When our breaths merged into a waterspring.
Planets and gods turned to us, the wind stopped its run on our window, and a dog down the street raised its ear.
It was our gift to the world, our little, unfortunate love. Nobody will remember it, we had no witnesses nor patrons.
Only these walls and our feet know how tender and meaningless it was.

domenica 27 luglio 2008

Once upon a time


Once I wanted to be the greatest
No wind or waterfall could STALL me
And then came the rush of the flood
The stars at night turned DEEP to dust
Melt me down into big black armour
Leave no trace Of grace Just in your honor
Lower me downTO CULPRIT SOUTH
Make 'EM WASH A SPACE IN TOWN FOR THE LEAD
AND THE DREGS OF MY BED
I'VE BEEN SLEEPING
Lower me down, PIN ME IN
Secure the grounds For the later parade
Once I wanted to be the greatest
TWO FISTS OF SOLID ROCK WITH BRAINS THAT COULD EXPLAINAny feeling
Lower me down, PIN ME IN
Secure the groundsFOR THE LEAD AND THE DREGS OF MY BED
I'VE BEEN SLEEPINGFor the later parade
Once I wanted to be the greatest
No wind or water fall could STALL me
And then came the rush of the flood
The stars at night turned DEEP to dust
[Cat Power, The Greatest]

sabato 19 luglio 2008

The world fascinates me

[Jim Larimer, Lady with Red Hair]

Anche quello visto attraverso gli occhi chiari della donna che oggi stava seduta sotto gli alberi del giardino, una ciotola bianca sul tavolino di plastica, gli occhiali a goccia che scivolavano sul naso.
Mi parlava del disegno cosmico immanente che ci unisce tutti, le nostre voci come espressione di un'unica identità, il dubbio sull'esistenza del caso.
Questa donna ama i colori chiari, i sapori vegetali e le luci che si spengono a mezzanotte nella piazza sotto casa sua. E' stata in India, è stata a Treviso, e oggi è stata nella mia giornata. L'ho accolta con curiosità, benevolenza, forse un pizzico di affetto.
Di giorno parla e scrive di guerre e politica. Di notte pensa e scrive di misticismo e trasmigrazione delle anime. In estate va al mare, legge libri e alle quattro fa il bagno.
Il mondo mi affascina. Il mondo è perfetto.

martedì 15 luglio 2008

Fiat Saltatio

E la donna invento' la danza.
[Marie Chouinard, Le sacre du printemps]

venerdì 4 luglio 2008

Ask the stars


<<You entered the Sex, Drugs, and Rock and Roll phase of your long-term cycle late last year, and you'll be in that zone until January of 2009. That means you have been and will continue to be tempted with triple-intense opportunities to explore the frontiers of passion, find out about alternative modes of consciousness, and expand your capacity for lyrical release. So how is that working for you? Are you taking maximum advantage of all the life-changing experiments these adventures offer without being turned inside-out by the emotional risks they entail? Everything depends on your skill in using unruly gifts. >>

Gemini horoscope as for www.freewillastrology.com

martedì 1 luglio 2008

It must have been love

[Sara Saudkova, The Sleeper, 2000]
But it's over now.

venerdì 6 giugno 2008

Au revoir


Salgo sulla metropolitana. Sono circa le otto di venerdì sera. Sono triste e allo stesso tempo quieta. Penso a te che te ne sei andato a combattere per i tuoi ideali altrove, da qualche parte lontano da qui. O forse, dentro le persone che ti hanno conosciuto.
Mi siedo, sguardo assente appeso al vetro del finestrino. Ho voglia di andare a casa e dormire. Un uomo anziano si siede di fronte a me. Ha capelli grigi e folti, un vestito verde stagno sgualcito. Percepisco che mi osserva. Lo guardo rapidamente e lui mi sorride. Poi, come se mi conoscesse da molto tempo: "starai meglio quando sarai al sole". Mi sento imbarazzata, non so cosa dire. Lui nota il mio disagio e, ancora sorridendo, mi dice che non importa. Scende alla fermata successiva.

Ci metto un po' di tempo, ma poi capisco.
Sì, starò meglio quando sarò al sole. Grazie, Gastone.

Quelqu'un m'a dit que tu m'aimes


Saranno state le tue ciglia a sussurrarlo, mentre col loro battito annunciavano al mio viso che eri sveglio, o la naturalezza del tuo abbraccio all'uscita della metropolitana.
Ma potrebbero anche essere stati i tuoi occhi sfuggenti al tavolo d'angolo ieri sera, o il passaggio segreto che mi hai svelato questa mattina quando mi hai confidato d'essere stato un bambino molto solo.
E' un amore di cerchi di fumo e ombre cinesi. Un amore sottile e volatile. Ma ho sentito la sua voce. Peccato non sia stata la tua a dirmelo.

martedì 27 maggio 2008

Nuda veritas


Una donna piange al mettersi in moto di un treno. Solo quando le porte si chiudono e creano uno spazio insormontabile tra lei e l'uomo che parte, allora lei piange. Per l'amore che se n'è andato, per gli anni passati ad amarlo, per le carezze e gli odori e le notti addormentati vicini.

Quel giorno, il giorno in cui l'uomo parte, la donna capisce. Il suo amore è finito. Ed è come un bambino che muore. E' come trattenere tra le braccia il piccolo corpo freddo di un figlio senza vita. Era vivo, caldo, pieno di battiti di cuore e respiri. Non più.

Il treno parte, si avvia lontano, sempre più lontano. La donna lo guarda calma, e piange. Non piange per l'uomo che parte. Piange perchè si accorge in quel momento che quel grande amore l'ha lasciata. E non ci sono treni al mondo che glielo possano riportare.

sabato 19 aprile 2008

Turkisch


Sei caro, prezioso. Un piccolo pezzo di mondo buono nel collage delle mie ore.

Sotto la tua pelle restano i frammenti di strade polverose e fondi di caffè.

Il tuo accento parla del sole che secca le labbra e del vento che scolpisce la pietra.

E il colore dei tuoi occhi è deniz, il mare.

Con te, sento il bene e l'affetto che porta la mia testa sulla tua spalla, il mio braccio sotto il tuo.

Piccolo uomo sorridente, ti voglio bene.

giovedì 17 aprile 2008

Rebirth

You lick my love-bud
like a mother cat licks her kitten.
I want to bear another baby, I think,
to expel from my depths
to suck on my nipples
but as long as there’s you
it doesn’t matter.
I take your hard rod
you fill me
and I rock you like a baby
a dance
rock you gently
to show you’re welcome
to show I’m glad
to show I want it
so you will feed me
fill me to the brim.
I rock to soothe and ease you on
till you expel from your depths
your fuel
your love-slime
your seeds
little fishes
your creation.
You thrust it in me
jerk and twitch
and I suck it
ininhale it
jolt it back and forth
send it through my veins
like electroshock
like eating fruit
from the tree of knowledge
or the bread of heaven
like drinking from the cup of salvation
or the waters of the fountain of youth
like achieving nirvana.
©Hillary Keel

martedì 15 aprile 2008

Viva (la mia) Italia...


Dopo il messaggio di Paolo ieri sera che mi comunicava la disfatta, e una notte popolata di incubi in cui il nano di merda aveva stravinto anche in EmiliaRomagna, questa mattina accendo la radio e le news in tedesco sono affollate dal suono disgustoso di "Berluskonni-Berluskonni-Berluskonni....". Ho strisciato mesta al lavoro, per essere accolta dallo sguardo compassionevole della segretaria che ha commentato "it's unbelievable...".
Adesso, sola in ufficio, ripasso i dati ufficiali sul web e penso che la - magra - consolazione che mi resta e' di non essere fisicamente nel paese che amo tanto e che allo stesso tempo mi fa tanto soffrire. Non che questo cambi lo sconforto emotivo-intellettuale-politico che mi(ci) affligge, pero' non vedere quelle facce, non dover sentire quelle voci, non essere costantemente bombardata dalle cazzate che fanno e dicono, aiuta parecchio.
E - ancora piu' importante - trovarsi nella salubre quotidianita' di un paese civile permette di immaginare per se stessi e per la propria (futura) famiglia un avvenire positivo, consente di fare progetti credibili, di sentire di avere delle chances come individuo e come membro di una collettivita' degna di rispetto. Questi sono sentimenti di cui l'Italia purtroppo mi priva, anzi, sentimenti che forse ho conosciuto e apprezzato solo quando ho avuto la possibilita' di vivere all'estero. E' triste, ma e' anche una grande fortuna.
Buona giornata all'Italia, malgrado tutto, e a tutti i pezzi di cuore che sono la', e che vorrei avere qui con me.

domenica 6 aprile 2008

Sunday mantra

But- surprisingly enough- there might be even better things to do than sipping coffee...

venerdì 28 marzo 2008

Ach so....

Im Wien, der Liebe ist im die Luft...

giovedì 20 marzo 2008

Ancora tu!

Ma non dovevamo vederci più?

mercoledì 5 marzo 2008

Wien


Joooo....

venerdì 22 febbraio 2008

Il peggio di me, sei tu.

[photo by Amanda Chapman]

Potevi vedere attraverso la patina dorata
su cui lo sguardo degli altri solitamente si arresta.
Captavi le anse buie sotterranee, l'eco sordo che emettono.
La tua debolezza si insinuava tra le falle delle mie certezze
fino a congiungersi con la mia.
Dissotteravi i segreti di cui mi vergogno,
scorgevi le macchie che cerco di nascondere.
Fallace e sfuggente, sussurravi il codice di accesso al mio mal-Essere.
Il tuo calore seducente faceva germogliare frutti tossici nel mio ventre.
Per questo mi manchi, è semplice. Tiravi fuori il peggio di me.

lunedì 18 febbraio 2008

Il corpo sa tutto

[Foto di Lucia Baldini]

Mi siedo. Aspetto. Arrivi.
Sento una voce familare. "Ti cercavo". Mi accorgo che è la mia.
Guardarsi mentre si parla del più e del meno non è facile. Suoni, rumori vocali, un brusio di parole in sottofondo.
"Il corso... un film... grazie per il caffè... ah, davvero?... a domani allora".
Sonoro sfasato sotto le immagini. Unici attimi di verità, i silenzi.
Energia fisica escludente, patto silenzioso che la nostra pelle ha già stipulato.
Il corpo riconosce.
Il corpo sa tutto.

mercoledì 13 febbraio 2008

sabato 2 febbraio 2008

Eppure...

[Foto di Jan Saudek]


Ancora ti cerco. Il corpo non comprende le ragioni della distanza. La pelle dei miei palmi esige il contatto con il tuo calore. L'olfatto indaga ad ogni respiro alla ricerca dell'essenza del tuo corpo vivo. La lingua accarezza i denti come contando i secondi che la separano dall'esplorazione delle tue labbra.
Esiste una parte di me che ti appartiene. Giace ancora tra le lenzuola candide e tiepide di quel letto, annodata alla parte di te che hai lasciato là per sempre. La tua testa sul mio petto. Il tuo ventre fuso nel mio abbraccio. E il nostro silenzio che riempiva la stanza.

venerdì 25 gennaio 2008

The End

Siamo stati bravi. Noi due, complici in un crimine perfetto.
Era piccolo e fragile. Sì, era anche dolce, e forse, chi lo sa, sarebbe stato bello, da grande.
Ma chiedeva troppo, o forse troppo poco.
Tu hai aperto il gas. Ed io ho respirato.
E adesso, che farai? Scendi per un caffè al bar all'angolo?

martedì 15 gennaio 2008

Winter Flowers


Before I let you down again
I just want to see you in your eyes
I would have taken everything out on you
I only thought you could understand
They say everyman goes blind in his heart
And they say everybody steals somebodys heart away
And I got nothing more to say about it
Nothing more than you would me
Send me your flowers, of your december
Send me your dreams, of your candy wine
I got just one thing I cant give you
Just one more thing of mine
They say everyman goes blind in his heart
They say everybody steals somebodys heart away
And Ive been wondering why you let me down
And I been taking it all for granted
[Mazzy Star, Flowers in December]

Ho scoperto che...

...ma proprio tanto.

giovedì 10 gennaio 2008

Odissea


Questa notte ho sentito il tuo profumo. Tra le lenzuola tiepide, attraverso il respiro profondo del sonno, l'odore della tua pelle si è fatto strada tra i miei sogni e lì si è rannicchiato, come un amante nel mio letto.
Respirando la tua essenza, ho percorso il ricordo della tua carne, calda, accogliente, intrisa di mare e vento. Un corpo cresciuto sull'orlo di un oceano, non può che sapere di ali spiegate e spuma di onde. E vele distese ad asciugare sulla sabbia.

Navigo sul tuo mare ogni notte. Affondo la mano nell'acqua scura e gelida dei tuoi pensieri, cercando il punto dove calare la mia ancora. Ma non ci sono stelle a guidare il mio percorso. Il cielo è buio.
E sempre il mattino mi sveglio sulla riva, le labbra secche ed il sale tra i capelli.

mercoledì 9 gennaio 2008

sabato 29 dicembre 2007

Me. You.


You play the dumb. I play the happy one. We play our roles so convincingly that we truly are a dumb and a happy one. But neither you are a dumb nor I am a happy one.
These are just the heavy coats we wear to protect our inner, fragile, tender secret. This disgust for life that makes us vulnerable and sweetly pained. Offenders and victims. Fallacious and deluded.
We are unable to hear each other's voice, unable to touch each other's face, standing at opposite sides on the verge of the same crater open in front of our feet. Each busy with his own dying. Don't tend your hand towards me, I cannot hold it.
In a blink of an eye, we recognised our selves from the windows of two trains running fast on parallel rails. In opposite directions.

Summer night


Sometimes I wish my house was next to a lake, to hear the cry of frogs during the night. Like those summers I spent, as a young girl, at the sea. The window of my bedroom was left open at night, to catch any slight passage of fresh air slipping down from the close hills.
Those were the good times when no air conditioning existed, and windows still served as channels of percolation between sleep and the outer - vigilant - world. The harsh steps of a night walker in the street, the crackle of a tree hit by a blow of sea breeze, or, indeed, the crispy lullaby sung by frogs gathered in the garden nextdoor. Their melancholic song gently cradled my dreams, while my body rested among white linen sheets. The skin still burning from the sun of a day spent on the seashore.

lunedì 24 dicembre 2007

In bed


- I don't understand why you don't send me to fuck off... what do you find in me?
- In you, I see something that belongs to me.
- I am fed up...
- Fed up with what?
- Fed up... mmhhh...
- Fed up with...
- Don't say that!
- Fed up with life?!
- You seem to be such a happy person. Are you happy?
- ...
- No, you are not. I see you are not happy now.
- You are too intelligent and funny... you would break me down into pieces.
- Yeah. That's why you like me.

Alchimia epidermica


Ti ho riconosciuto dal profumo. Prima ancora del tuo abbraccio, l'odore potente della tua pelle mi ha posseduta. Il mio cervello si è attivato - reazione chimica innescata per l'olfatto. Sei tu.

Zucchero e limone, zafferano e caramello. Stordita da quel tuo profumo, ti ho seguito.

Potenza dei sensi, niente ha avuto più importanza. Colpe, rimorsi, timori, non avevano più definizione nel mio vocabolario. Toccare il tuo corpo, esplorarti, assaggiare i tuoi spazi, solo questo aveva ragione di esistere. L'essenza additiva emanata dalla tua pelle è divenuta aria da respirare, acqua da bere, nutrimento da assimilare.

Ancora imbevuta del tuo umore, ti ho lasciato. Eppure, segretamente, ancora indosso due gocce di te al mio risveglio.

giovedì 20 dicembre 2007

Ticked off

from my bed and from my thoughts.

lunedì 10 dicembre 2007

Getting ready

to have you.

martedì 4 dicembre 2007

Una della cose migliori della mia vita IV

Meine Liebe Wien

How I wish you were here, tonight


So, so you think you can tell, Heaven from Hell, Blue skys from pain.
Can you tell a green field From a cold steel rail? A smile from a veil?
Do you think you can tell? And did they get you to trade Your heros for ghosts?
Hot ashes for trees? Hot air for a cool breeze? Cold comfort for change?
And did you exchange A walk on part in the war For a lead role in a cage?
How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls Swimming in a fish bowl, Year after year, Running over the same old ground. What have we found? The same old fears.
Wish you were here.
[Pink Floyd - Wish You Were Here, Radiohead cover]

lunedì 3 dicembre 2007

Di notte

Ho il desiderio che mi rende insonne. Una fame che rimorde nelle viscere fino a svegliarmi nel mezzo della notte, per annotare su questo quaderno i sintomi di una febbre che non passa.

venerdì 30 novembre 2007

Girl Friend


Abbracciata dal tuo poncho verde, sdraiata sulla parte del letto che è tua,
ho chiuso gli occhi.
La tenerezza allegra della tua casa mi si è fatta intorno
e ha parlato di te.
Un benessere placido ha lentamente colmato tutte le fessure dell'animo.
In quel momento,
ho sentito che i giorni che la mia fragilità rubò alla nostra amicizia
non esistono più.
Solo, il profumo lieve della tua crema idratante,
che era rimasto per farmi compagnia.

domenica 25 novembre 2007

Sé dotta


Mi sono sedotta da sola,
fingendo di essere te.
E ora, da sola, mi manco.

Le tue mani


Se ora tu fossi qui
prenderei le tue mani e, baciandole,
ti farei sapere quanto sono belle.
Ne bacerei i palmi, poi,
le porterei sui miei fianchi.
Distraendomi con le tue labbra,
le lascerei libere di percorrere le ampiezze della mia pelle.
Mai vorrei che ritrovassero la strada via da me.

sabato 24 novembre 2007

Premonizione

Credo che da qui ad un mese, di me si potrà dire: tanto andò la gatta al lardo...