
Salgo sulla metropolitana. Sono circa le otto di venerdì sera. Sono triste e allo stesso tempo quieta. Penso a te che te ne sei andato a combattere per i tuoi ideali altrove, da qualche parte lontano da qui. O forse, dentro le persone che ti hanno conosciuto.
Mi siedo, sguardo assente appeso al vetro del finestrino. Ho voglia di andare a casa e dormire. Un uomo anziano si siede di fronte a me. Ha capelli grigi e folti, un vestito verde stagno sgualcito. Percepisco che mi osserva. Lo guardo rapidamente e lui mi sorride. Poi, come se mi conoscesse da molto tempo: "starai meglio quando sarai al sole". Mi sento imbarazzata, non so cosa dire. Lui nota il mio disagio e, ancora sorridendo, mi dice che non importa. Scende alla fermata successiva.
Ci metto un po' di tempo, ma poi capisco.
Sì, starò meglio quando sarò al sole. Grazie, Gastone.
