Quale dio creò le tue mani? Dimmi il suo nome, così che io possa adorarlo. Per certo, fu un dio donna. Solo una femmina poteva immaginarle. E adesso toccami. Celebriamo la messa del mattino.
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenare tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
(Alda Merini, Vuoto d'Amore)
Nessun commento:
Posta un commento