Mi siedo. Aspetto. Arrivi.
Sento una voce familare. "Ti cercavo". Mi accorgo che è la mia.
Guardarsi mentre si parla del più e del meno non è facile. Suoni, rumori vocali, un brusio di parole in sottofondo.
"Il corso... un film... grazie per il caffè... ah, davvero?... a domani allora".
Sonoro sfasato sotto le immagini. Unici attimi di verità, i silenzi.
Energia fisica escludente, patto silenzioso che la nostra pelle ha già stipulato.
Il corpo riconosce.
Il corpo sa tutto.

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