martedì 27 maggio 2008

Nuda veritas


Una donna piange al mettersi in moto di un treno. Solo quando le porte si chiudono e creano uno spazio insormontabile tra lei e l'uomo che parte, allora lei piange. Per l'amore che se n'è andato, per gli anni passati ad amarlo, per le carezze e gli odori e le notti addormentati vicini.

Quel giorno, il giorno in cui l'uomo parte, la donna capisce. Il suo amore è finito. Ed è come un bambino che muore. E' come trattenere tra le braccia il piccolo corpo freddo di un figlio senza vita. Era vivo, caldo, pieno di battiti di cuore e respiri. Non più.

Il treno parte, si avvia lontano, sempre più lontano. La donna lo guarda calma, e piange. Non piange per l'uomo che parte. Piange perchè si accorge in quel momento che quel grande amore l'ha lasciata. E non ci sono treni al mondo che glielo possano riportare.

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