
Mi ricordo il primo pasto che mi preparasti. Un invito a cena, dopo pochi giorni che ci frequentavamo. Tu che cucini poco per te, che dopo un piatto di pasta e un'insalata hai finito i tuoi assi nella manica.
E' stato il primo pasto e anche il migliore. Penne con cipolla, rucola e speck. E dopo, scaloppine ai funghi. Chiedesti a tua madre. Ti avrà suggerito lei il menù, abbastanza abbordabile da un cuoco incerto, abbastanza elaborato da indurre a pensare che ti piacevo davvero.
Ti vedo ancora, in piedi davanti al fornello, eccitato per la tua prova di bravura, concentrato nei gesti che ti erano stati impartiti poche ore prima dalla mamma.
Era tutto buono. Era così dolce e morbido, anche se fosse stata cartapesta, che non ebbi scampo.
(Agosto 2004)
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